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Dall'aiuola al Tokonoma

Un Ginepro di periferia

Juniperus Old Gold

Un Workshop che dura da anni

Chamaecyparis Pisifera

Il fascino dello shari

Interventi programmati su uno Juniperus Chinensis

Sentiero tortuoso

Il tasso : magnifica essenza

Thuja
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Il tasso : magnifica essenza
Se dovessi esprimere la mia preferenza
riguardo ad una pianta in particolare, sceglierei senza dubbio il
tasso. E’ quasi imbarazzante la sollecitudine con cui questa essenza
risponde alle nostre lavorazioni: L’abbondanza di gemme che sviluppa
dopo le pizzicature, la facilità con cui attecchisce e sopporta i
rinvasi, la sua caparbietà nel non abbandonare alcun ramo anche dopo
pesanti interventi di fresa.... e chi più ne ha, più ne metta.
La storia del mio tasso non è molto vecchia e per questo, a parer
mio, ancor più gratificante. L’esperienza mi ha insegnato che ogni
intervento, se deciso e fatto correttamente, ridurrà molto i tempi
di trasformazioni di una pianta da vivaio a bonsai ; il tempo e le
nostre amorevoli cure faranno il resto.
Acquistai questo taxus cuspidata, in un vivaio ( Oltre il Verde )
a fine inverno del 1995. La pianta, alta più di un metro e potata
in forma tondeggiante, era stata importata dal Giappone e destinata
a finire in qualche giardino. Mi piace pensare al lato leggermente
eroico della storia: il bonsaista, capace di sentire la bellezza nascosta
in una pianta che altri vedrebbero solo come uno scompigliato cespuglio,
decide di toglierla dal giardino e, di destinarla ad un fine più artistico
e solo dopo amorevoli cure, ecco compiersi la miracolosa trasformazione.
Lo stesso autunno eliminai quasi tutta la vegetazione dai tre rami
più grossi lasciandone un minimo alle loro estremità affinchè, la
successiva primavera , la pianta reagisse producendo nuova vegetazione
indietro sui rami, più vicina al tronco. In realtà, non credevo che
questa mi sarebbe comunque servita, avendo già in mente l’idea di
utilizzare il solo ramo centrale, meno spesso degli altri tre, ma
inutile escludere a priori qualunque possibilità.
Rinvasai il tasso la primavera seguente tagliando poche radici fittonanti
e avendo particolare cura di liberare, il più possibile, i capillari
dal substrato argilloso che li soffocava. L’apparato radicale del
tasso soffre particolarmente eccessivi ristagni di umidità, così sostituii
precedente terriccio con fresca e porosa akadama.
Per tutta la primavera e l’estate lasciai che la pianta vegetasse
liberamente sui tre rami mentre pizzicavo, qua e là, il futuro apice
affinché la vegetazione potesse infittirsi.
I corretti intervalli tra un’innaffiatura e l’altra e le abbondanti
concimazioni fecero si che, in autunno, la pianta fosse pronta per
la prima impostazione.
Il lavoro si svolse in due fasi : la trasformazione dei rami inutili
in jin e shari e l’impostazione della chioma con l’aiuto del filo.
La parte sinistra del tronco è stata lavorata con la fresa scolpendo
un grosso shari; questo, oltre a nascondere il taglio dei grossi rami,
è stato necessario per conferire una maggiore conicità al tronco.
Sono rari i casi in cui, impostando grosse conifere da giardino o
da vivaio, quasi sempre, avvicinare alle forme vetuste e sofferte
degli alberi che vediamo in natura e contemporaneamente per mascherare
i tagli dei rami più grossi o correggere difetti strutturali della
piana, ingannando otticamente l’osservatore.
È comunque necessario che la legna morta non tradisca la propria artificiosità
ma, al contrario, armonizzi con le dimensioni e la forma del tronco
e soprattutto con il peso delle masse verdi.
Ogni particolare di un bonsai deve illudere l’osservatore della sua
naturalezza e mai rivelarsi come una forzatura.
Il ramo a destra del tronco stato scortecciato a jin come si può osservare
dalle foto.
Successivamente avvolsi tutta la ramificazione, del ramo centrale
rimasto, con il filo di rame, coprendo preventivamente quello che
sarebbe diventato il ramo primario con la rafia.
Abbassai quindi il primo a destra del tronco e sistemai, con molta
cura, tutta la vegetazione apicale.
La vegetazione è stata compattata molto vicino al tronco ed il ramo
di destra, contrapposto alla linea di forza del jin apicale, diretta
verso l’alto, dona alla pianta un piacevole senso di dinamicità.
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foto n° 1
1995 Si eliminano i rami in eccesso
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foto n° 2
Ricerca dei rami che costruiranno i
palchi vegetativi
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foto n° 3
Particolare dei monconi da cui è stata
eliminata la vegetazione
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foto n° 4
Lavorazione dei jin
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foto n°5
Piegatura e distribuzione della ramificazione
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foto n° 6
Prima impostazione vista dal lato sinistro
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foto n° 7
Primavera 1996
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foto n° 8 - 2001
La chioma ha raggiunto l'infittimento desiderato
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