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Dall'aiuola al Tokonoma

Un Ginepro di periferia

Juniperus Old Gold

Un Workshop che dura da anni

Chamaecyparis Pisifera

Il fascino dello shari

Interventi programmati su uno Juniperus Chinensis

Sentiero tortuoso

Il tasso : magnifica essenza

Thuja
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Interventi programmati su uno Juniperus Chinensis
Quando acquistiamo una pianta,
in particolare se si tratta di essenza da vivaio priva di predisposizione
a bonsai, spesso è consuetudine cominciare l’impostazione
senza prefissarsi un programma da seguire con tempi e periodi mirati.
E’ importante procedere, con i lavori possibilmente uno per
volta e nei periodi più indicati per ogni essenza, in modo
da consentire di superare lo stress dell’intervento.
(una serra fredda, nel periodo invernale, aiuta il recupero di piante
rinvasate e lavorate, mantenendo un ambiente umido con temperature
meno rigide)
Viste le esperienze negative che ho avuto, non dobbiamo cadere nella
trappola di conoscere il risultato del nostro lavoro in tempi brevi,
perché alla fine, ciò che otteniamo è sicuramente
più soddisfacente e la pianta risponderà ai nostri trattamenti
senza perdere vigore e in alcuni casi, accelerando il raggiungimento
del nostro scopo ovvero: la maturazione del nostro bonsai.
(Per esempio: le dimostrazioni o i laboratori giornalieri che a mio
avviso, andrebbero svolti su piante predisposte anticipatamente.)
In questo articolo presento un bonsai lavorato in un solo giorno,
che fortunatamente, si è ripreso, ma gli errori commessi hanno
inciso negativamente sul percorso di maturità della pianta.
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Foto n 1
Primavera 1994 - La pianta come si presentava al momento
dell’acquisto: vegetazione molto folta, ma troppo allungata
per realizzare dei palchi proporzionati al disegno finale.
Sono stati scelti quindi i rami più corti anche se avevano
aghi meno maturi (pungenti).
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Foto n 2
La prima lavorazione è stata eseguita in una sola giornata:
ricerca del fronte, selezione dei rami, scortecciamento
dlle due linee di shari.
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Foto n 3
Dopo ulteriore selezione dei rami si è proceduto con l’applicazione
del filo metallico al posizionamento i palchi.
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Foto n 4
Per consentire il recupero del
vigore dopo la lavorazione è stata lasciata vegetare liberamente.
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Foto n 5
Autunno 1995: la pianta si presentava nelle condizioni ottimali
per una nuova impostazione. Naturalmente si prende in considerazione
di mettere in evidenza tutti i punti di maggior interesse.
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Foto n 6
Autunno 1996 si procede ad una
nuova elaborazione del disegno. La vena linfatica del vecchio
fronte è morta, si indispensabile la ricerca di un nuovo
fronte.
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Foto n 7
Una volta immaginato il nuovo disegno si prosegue con il
posizionamento dei palchi e, dato che si erano persi alcuni
rami, si è impostato la pianta utilizzando tutta la vegetazione
possibile, mantenendo anche rami che in altre occasioni
si sarebbero eliminati.
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Foto n 8
Agosto 2001- Per la “dignità”
del nostro bonsai è importante non vederlo finito ma cercare
di trovare sempre nuove soluzioni che ne risaltino l’armonia.
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